•luglio 15, 2009 •
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La completezza è uno stato controverso.
Davanti a tante e tali parole c’è da augurarsi di venire, per lo meno, scoraggiati dal prenderle per vere.
Forse è che le varie dicerie, i significati dell’oggi, scivolano su lastre ormai ripide di una coscienza scavata, modellata dagli eventi.
Indipendentemente dal comune e arrogante sentire, non c’è traccia di confusione in me.
Tutt’al più, un piccolo focolaio di estraneità, dipinto d’azzurro, in un angolo della più brillante opera mai realizzata.
Pubblicato in Pensieri
Tag: astarte, estraneità
•marzo 24, 2009 •
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I mostri vincono, armati di disperazione. Dilaniano un mondo senza requie, partendo dai calcagni.
I mostri muoiono quando manca loro l’aria, da soli. Cessando di spaurire, senza pubblico.
I mostri si rinnovano, al primo accennarsi d’ombra. Per sempre, in ogni cuore.
Le parole sottintendono percorsi, strade se vogliamo, già intraprese. Una meta è ben chiara, prima ancora del viaggio. Un silenzio assordante è ciò che ci auguriamo ci farà compagnia, all’oggi.
Domani è un mondo vuoto, senza attese.
Il domani è per i mostri che sopravviveranno.
Pubblicato in Percezioni di Altro da sè
•settembre 15, 2008 •
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Forse un giorno rileggerai queste parole e ti renderai conto di quanto tutto questo ti fosse infelice.
O forse l’unica occasione di comprendere sarà la veloce stesura in cui articoli i tuoi pensieri sconnessi.
Non ci sono sicurezze, all’oggi, che non siano negative.
Non essere capiti, non poter parlare per evitare discussioni.
Sentirsi accusare quando sono altri a mentire.
Una pesantezza ignorante, che non ha spazio se non nella mia testa.
Perchè, per nessuno a parte me, io devo essere un problema
Pubblicato in Pensieri, Percezioni di Altro da sè
•settembre 8, 2008 •
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E’ una sola e semplice notte, il cuore di un libro che mente.
Mente questa storia, e lo fa dalla prima pagina, quando il colore delle scene viene descritto sotto una pioggia battente, pericolosa, che vuole oscurare la vera natura dei protagonisti di questo viaggio.
Un uomo che vive del suo fingersi padre, un figlio che da sempre osserva il mondo con occhi spenti.
Un disabile che nella sua timidezza nasconde i suoi sogni sprovveduti, un disperato che cova l’illusione di essere diverso da quello che nessuno, a parte sè stesso, si aspetta da lui.
E’ la parabola di un ambiente gretto e volgare, di uomini ( tutti loro senza esclusioni ) pesati per il loro immaturo e inoppugnabile rapporto con la vita, incapaci di incidere se non attraverso la tragedia, che nasce nella teatralià di un gesto orribile ma insensato per poi concludersi all’epilogo di un altro gesto, folle ma cosciente. Entrambi orchestrati nominalmente da chi è destinato ad odiare tutto, ma anche a rimanere impunito.
Dal dio del titolo che comanda, disinteressandosi, gli eventi e le persone.
Pubblicato in Libri, Pensieri
Tag: come dio comanda, Libri, niccolò ammaniti, recensione
•aprile 18, 2008 •
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E’ un cuore più grande del mio, quello che ancora oggi mi sconfigge.
Mi perseguita.
In tanti, odiati anni non sono stato capace di dimenticare, e il volgere del tempo dimostra quanto abbia disatteso in realtà il mio retaggio.
Tra le nubi di una diafana coscienza, osservo gli occhi di chi è sempre stato da solo. E, per la prima volta, trovo paura nell’essere qui.
Buio e dimenticato.
Continua a leggere ‘Osservare e trovare, finalmente, il nulla’
Pubblicato in Percezioni di Altro da sè, Seven Song for the Sevent King
Tag: seether
•aprile 7, 2008 •
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All’interno di me, strati di coscienza interagiscono naturalmente con il mondo esterno, ma spesso in contrapposizione tra loro. Come in un interminabile fascio di sete colorate, gli impulsi della mia mente si inalberano nei più contorti modi di essere, facendomi apparire come macchinoso e involontario.
In un mondo obbediente alle mie leggi, le mie sete sarebbero spogliate di tutti i loro colori contrastanti, per poi sfilare in un unico crescendo di tonalità, senza eguali.
Ma questo mondo, queste leggi, sono schiavi della solitudine troppo capillare che mi ha allevato nei tempi e, come in un quadro di indescrivibile bellezza, non trovano riscontro in un reale spogliato di ogni cosa all’infuori di sé stesso.
Impara, oggi.
Impara ciò che osservi, vivi e pensi.
Impara o muori dentro, per l’ennesima volta.
E poi rinasci, un po’ più vuoto e un po’ più maturo.
Poiché, da questo mondo, non nascono le tue verità.
Pubblicato in Luoghi e Persone, Pensieri
•marzo 21, 2008 •
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Qualunque cosa ti abbia portato qui, e’ gia’ dimenticato.
I tuoi occhi si aprono, increduli, davanti al volo di mille e mille colori, intenti a scindersi e a ricomporsi in quelle che sono tutte le trame del reale. In un oblio di forme e luci, la tua mente si confonde con tutto cio’ che riesce a percepire, perdendosi nell’unico limite di ciò che è e ciò che sarà.
Sono passati attimi, sono passati secoli, quando i battiti accelerati del cuore richiamano la tua anima, intorpidita da tutto il sogno che stai vivendo.
Lentamente riacquisti la sensibilità del tuo corpo ma lo sguardo, che prima abbracciava il moto stesso della vita, si acuisce, perdendosi nelle più profonde oscurità.
E da lì, nel vorticoso turbinio delle tenebre più inaccessibili, scorgi il più ironico e vivo dei sorrisi, riscoprendoti libero nella vastità di una pace superiore.
Cio’ che osservi, sogni e vivi in questo preciso istante, e’ il riposo di un Dio.
Pubblicato in Luoghi e Persone, Pensieri
Tag: ricordo
•gennaio 21, 2008 •
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“Che ripugna alla verità, alla ragione, al buon senso”
Non trova spazio, in natura, l’assurdità. E’ una manipolazione evolutasi dal pensiero dell’uomo, progenitrice tanto del progresso scientifico quanto di quello umanistico..
Creatura più umana che divina, a cui siamo stati capaci di dare forma negli occhi e nei gesti degli altri. Lontanissima dalla definizione per antonomasia.
L’ Assurdo gioca un ruolo fondamentale in questa nostra lunga partita. Più simile a dell’olio, sapientemente distribuito tra i contorti ingranaggi di società, costume e politica, insaporito di tanti e diversi significati da rendere inadeguata la nostra effettiva comprensione del reale.
Schiavo del suo ruolo, eterno protagonista dell’ultima, improbabile scena. Inguaribile mazziere, l’assurdo, ci fornisce carte dal valore incerto, per il fine piacere di far nascere e morire qualunque cosa abbia o meno importanza.
Carte misteriose, specchio delle vite che vorremmo e non osiamo domandare.
Assurda questa guerra, assurda questa fame. Assurda l’angheria e l’avidità.
Assurdi i nostri mondi, e assurdi questi uomini che mi osservano parlare del mondo come parlassi null’altro che d’assurdità.
Assurdità incipiente che condanna il nostro pensiero, libera dai legami che Dio ci ha concesso.
L’assurdità più grande è che forse, da qualche parte, esiste davvero una ragione.
Pubblicato in Pensieri, Percezioni di Altro da sè
•gennaio 11, 2008 •
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Non è certo un nome che passa inosservato, quello di Valerio Evangelisti.
Da più di un decennio scrive con esemplare maestria di personaggi, trame e misteri che, con la loro incredibile veridicità, hanno segnato il romanzo italiano. Ora, a distanza di anni dall’ultima avventura del temibile inquisitore domenicano, spunta tra gli scaffali La luce di Orione.
L’autore ripresenta nelle librerie il suo atavico e romanzato inquisitore, coinvolto questa volta in misteri ed eresie che dominano sulla fascinosa e decadente Costantinopoli.
Tutto ha inizio nella sede dell’ordine domenicano in Aragona ove Padre Eymerich, sconfessato dai suoi confratelli, li sconfessa a sua volta, marciando con il suo deprecabile aiutante alla volta di Padova e del capitolo domenicano.
Padre Nicolas Eymerich da Gerona si trova, strumento delle sue stesse determinazioni, ad inseguire l’eresia fino ai resti dell’antico impero romano per combattere il suo nemico di sempre: Satana.
Una lettura a cui, in conclusione, mi permetto di ricordare con un sorriso. Al di là dell’indubbia forza narrativa, le tematiche sono sempre quelle e i rompicapi da esse derivanti sono sempre uguali nel loro essere diversi.
C’è da dire che una volta che ci si innamora di un personaggio, difficilmente si può chiedere al cuore di fare marcia indietro.
Aspetto con ansia la prossima avventura.
Pubblicato in Libri
Tag: eymerich, Libri, recensione, valerio evangelisti