Di Scelte e Opportunità
Lo strumento più potente, e forse improbo, di cui l’uomo abusa è quello di esercitare il suo diritto a scegliere.
Arma incredibile, la scelta.
Autentica genitrice del concetto di causa ed effetto, si articola costantemente nella vita di chiunque, dando vita a quell’infinita ed intrecciata serie di legami che costituiscono, ad oggi, il reale.
Realtà, la nostra, probabilmente improvvisata da quella serie di gesti noncuranti che siamo abituati ad utilizzare nelle svariate situazioni che ci si presentano davanti, anche nel breve arco di una singola, stupida giornata.
Non è che banale retorica, la mia, ma frutto di una ben precisa scelta, quella di prendere coscienza di un sistema ben più grande di ognuno di noi, benché inconsapevole di sé stesso. Vero motore, quanto mai mobile, che induce il tutto a spingersi verso qualcosa che, nella migliore delle ipotesi, ci è ignoto.
Quello che sappiamo, o che siamo abituati a pensare, è che la forza del singolo è inefficace rispetto all’immensità di tutto il resto, ma è difficile altresì pensare che le sue scelte non siano condizionanti per altri. Ogni azione che compiamo è frutto di una scelta e, per quanto meccanica e scontata, questa ci qualifica come persone, riconoscendoci quel tratto di unicità di cui ognuno di noi si ritiene, a torto o ragione, scientemente o meno, enormemente fiero.
Penso quindi Sono.
Una scelta deliberata, quella di continuare ad essere.
Una scelta costante che, talvolta, viene messa in discussione nei miliardi di cuori in cui implicitamente sussiste. E il mio cruccio, all’interno di questo mare di pensieri in cui boccheggio con leggerezza, è sapere se tutto questo, se la mia vita come oggi la conosco, è per mia scelta.
Perché non considerare che, alla base di tutto, una forma primitiva di noi stessi, sia stata artefice della decisione più semplice?
Quella di essere.
Vada come vada.

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