La Luce di Orione [ Recensione ]
Non è certo un nome che passa inosservato, quello di Valerio Evangelisti.
Da più di un decennio scrive con esemplare maestria di personaggi, trame e misteri che, con la loro incredibile veridicità, hanno segnato il romanzo italiano. Ora, a distanza di anni dall’ultima avventura del temibile inquisitore domenicano, spunta tra gli scaffali La luce di Orione.
L’autore ripresenta nelle librerie il suo atavico e romanzato inquisitore, coinvolto questa volta in misteri ed eresie che dominano sulla fascinosa e decadente Costantinopoli.
Tutto ha inizio nella sede dell’ordine domenicano in Aragona ove Padre Eymerich, sconfessato dai suoi confratelli, li sconfessa a sua volta, marciando con il suo deprecabile aiutante alla volta di Padova e del capitolo domenicano.
Padre Nicolas Eymerich da Gerona si trova, strumento delle sue stesse determinazioni, ad inseguire l’eresia fino ai resti dell’antico impero romano per combattere il suo nemico di sempre: Satana.
Una lettura a cui, in conclusione, mi permetto di ricordare con un sorriso. Al di là dell’indubbia forza narrativa, le tematiche sono sempre quelle e i rompicapi da esse derivanti sono sempre uguali nel loro essere diversi.
C’è da dire che una volta che ci si innamora di un personaggio, difficilmente si può chiedere al cuore di fare marcia indietro.
Aspetto con ansia la prossima avventura.

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